Articoli Andrea

La mia Prima Maratona 1.1

Ho iniziato a correre verso la fine del 2013 e la mia prima mezza a Como l’ho fatta a maggio 2014

Chiudere 21 km per me era da matti, figuriamoci 42,195 metri…

Il 2014 mi ha dato altre soddisfazioni, altre mezze maratone, quella di  Monza, sempre con Fusari e Quagliarella, ma soprattutto la Mezza di Cremona affrontata in solitario e facendo il mio nuovo personale 1.53 circa.

Ci siamo dicevo, stai migliorando e tutto funziona bene.

Mi succede però, quasi spesso, che quando chiudo una gara, cazzo mi viene da piangere.

Piangere come un deficiente, io mi devo fermare appena dopo la linea del traguardo, trovare un angolino tranquillo e solitario e giù… lacrime come se non ci fosse un domani.

Come se non riuscissi a credere a quello che avevo appena finito di fare.

Intendiamoci, affrontare e percorre una mezza maratona o una maratona, non è proprio una passeggiata.

Succede anche che a metà di una gara io piangessi dalla disperazione perché le gambe non girassero.

Siamo Amatori, corriamo per divertirci e per cercare di stare in forma. Quando hai male, un dolore, un infiammazione, apriti cielo, ci disperiamo o sottovalutiamo un problema serio che poi potrebbe peggiorare.

Aprile 2015

Maratona di Milano

Mi presento alla partenza senza allenamento.

Infatti continuavo a dirmi…(che cazzo ci fai qui…. Che cazzo ci fai qui…)

Fortunatamente il destino vuole che incontri i RIMBA o quello che era il gruppo ai suoi inizi. Conosco Umberto, minchia messo giù da paura, sembrava un Top Runner, Occhiali a specchio cappellino bianco muscoli delle gambe da personal tainer.

Si presenta e mi dice, sai, stò preparando il Passaore (100 km) domenica scorsa ho fatto un 50 km questa settimana ho percorso 90/100 km e con oggi chiudo a 142 km in una settimana.

Lo guardo e penso…Mi Prende Per Il Culo!!!!

Poi si gira e mi chiede, tranquillo, la chiudiamo, piano piano la chiudiamo… e (da bastardo)!!!

Quanto hai di lungo?

(domanda per capire se avessi fatto almeno un 30/35 km per allenare il corpo a certe distanze)

ed io:

Mha… 21 li ho fatti…, che poi…in realtà facevo anche fatica a chiudere 21.

Minchia a momenti mi scoppia a ridere in faccia.

Vabè… partiamo e sento che concordano di mettersi ad un ritmo/passo intorno 6,05/6,10. Ed io…

Ma no, cazzo a 6 mi viene il latte alle ginocchia!!!

Ma visto che questo qua stà preparando il Passatore, mi attacco a lui e ci rimango più che posso.

Inutile descrivevi le emozioni di correre una Maratona, a Milano, nei suoi viali i Nuovi grattaceli, la parte Storica, il Duomo la Scala il Castello… il silenzio della corsa. Quel giorno tu sei parte dello spettacolo.

Mi ricordo che in quella edizione c’era anche un elicottero per le riprese dall’alto. Cazzo siamo importanti.

Sono riuscito a stare con loro fino al 27 km, dopo di che ho detto… bene, cari amici miei, è stato bello ma io non ne ho più, adesso prendo la metro e torniamo a casa.

Fatto stà che di metropolitane in via Gallarate manco il colore dell’insegna, quindi gambe in spalla e coraggio muovi il culo.

Iniziavo a vedere che non ero l’unico a camminare e quindi, se vanno avanti loro, vado avanti anche io.

Arrivato al 33/34km,  dicevo tra me e me, non importa che tempo farai, vai a prendere la tua prima medaglia…

Ricordo di aver telefonato a mia moglie e lei… tranquillo amore, l’importante che non mi muori!!! Loro erano tranquillamente seduti a tavola per il classico pranzo domenicale.

Chiudo in 4 ore e 44 minuti sotto le 5 ore la mia prima Maratona…senza allenamento

RAGAZZI TANTA ROBA

Mi commuovo ogni volta che ci penso, ogni istante dentro me, ogni passo, ogni sensazione. La fatica, la disperazione, la felicità, il contesto di una gara atletica.

Ho trovato un insieme di emozioni praticando la corsa e il costo da pagare sei solo tu, il tuo fisico, la tua mente.

Questo periodo e davvero difficoltoso superarlo, sono ormai quasi 4 mesi che per un motivo o per un altro non riesco ad uscire ad allenarmi come dovrei ma una cosa sono sicuro che non accadrà mai;

Smettere di correre.

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1.2 Verona 2015

La mia seconda Maratona

Dopo aver affrontato Milano i primi di Aprile 2015, e comunque chiusa in un tempo del tutto onorevole, decido di partire con allenamenti più approfonditi e mirati.

Su consiglio di Donata Casiraghi, entra a far parte dei miei allenamenti Running Zen,

Coach Ignazio Antonacci.

La mia vita da atleta amatoriale cambia radicalmente, gli allenamenti sono tre a settimana con programmi ben bilanciati tra lunghi, variazioni e progressivi.

Inizio ad IMPARARE a correre, a recuperare SIA NEL RIPOSO CHE NELLA CORSA, al modo di pensare, pensare nel modo corretto e ad abituare sempre di più il mio corpo, la mia mente a certe fatiche.

Coinvolgere un esperto, un preparatore del suo livello serve, serve tantissimo. Non solo fisicamente ma soprattutto mentalmente.

Ignazio si è dimostrato più volte una persona comprensiva, un amico che conosce la materia e come risponde un fisico allenato piuttosto che uno non allenato. Mi insegna ad avere pazienza e a restare calmo nei momenti più complicati.

Decido che Novembre potrebbe essere un test per verificare se gli allenamenti danno il suo effetto o meno, e che la maratona di Verona potrebbe essere la gara giusta.

Quindi parte tutta l’organizzazione con la mia famiglia per un week end a Verona.

Per la preparazione, su consiglio di Ignazio, decido di inserire una 33 km nella Maratona d’Italia, si parte da Maranello e si arriva a Carpi, per i 42 km, per la mia preparazione affronto una distanza inferiore e mi fermo a Soliera.

Questo lungo diventa per me fondamentale dedicarlo ad una bambina che ho nel cuore e mai conosciuta. Si chiama Alice Argentini.

 

Ho seguito la sua storia insieme a Katia e grazie alla condivisione della sua mamma che ci aggiornava su un sito abbiamo sofferto con loro e pregato per loro. Certo non possiamo minimamente immaginare, o forse si, una cosa di questo tipo come possa devastarti CUORE ANIMA e CERVELLO…

Solo in seguito collego che Argentini è una famiglia di Firenze e che ho conosciuto (guarda il caso) molto tempo prima quando da piccolo le nostre famiglie facevano campeggio sul fiume Magra tra la Liguria e la Toscana, al Camping River.

Questa bimba, strappata da questa vita troppo velocemente, e come siamo fortunati ad avere quella cosa che si chiama salute. Ti accorgi del coraggio dei suoi genitori e ti scervelli per capire come siano riusciti ad affrontare questa difficoltà. Ti immedesimi e provi ad indossare solo per un instante quei panni facendoti quella domanda: Ma tu come avresti gestito una cosa simile!!! Mi vengono i brividi, mi si gela il sangue. Ho pianto molto per lei nel silenzio delle mie serate, nelle mie corse nelle mie preghiere.

Ammiro Susanna e Duccio per come sono stati capace di gestire questa cose. Persone come loro dovrebbero avere un bonus con la vita. Non è giusto affrontare certe sofferenze.

Eppure quotidianamente di cose brutte come quella di Alice ce ne sono tantissime.

Ma torniamo all’organizzazione e alla preparazione della Maratona di Verona.

Trovo un Albergo proprio accanto all’Arena dove era prevista la partenza e l’arrivo in modo che Katia e Morgan potessero gestire al meglio le loro necessità, ed io impegnato a fare la mia gara.

Tutto sommato la gara score bene, a parte la partenza. Ci fanno partire dietro a chi camminava… vai a capire come ci hanno ingabbiato e i primi 5 km sono dedicati a zizzagare tre le persone che di correre non avevano la minima intenzione.

Ricordo di aver tenuto un ritmo tranquillo e costante fino al 35/36 km forse troppo tranquillo e a quel punto era troppo tardi per puntare ad un risultato migliore, anzi, mollai con la testa e mi accontentai di un 4 ore e 31 minuti circa che tutto sommato era il mio nuovo personale ma non del tutto sufficiente al risultato che volevo.

Katia e Morgan ancora oggi mi ringraziano dello splendido week end passato a Verona.

Io torno a casa da quel week end con una convinzione in più…

Caro Ignazio, voglio di più, il mio 2016 sarà un anno pieno di km.

Voglio migliorare ancora. E infatti il 2016 sarà un anno pieno di km e di soddisfazioni.


Anno 2016…

Milano Marathon 2.0 si migliora di brutto

Come promesso, dopo Verona a novembre 2015 decido di aumentare ancora ritmi intensità e allenamento.

Concordo con Ignazio di passare da tre a quattro allenamenti settimanali. Oggi che sono abbastanza fermo mi sembra di rivivere un sogno. Non so come sia stato capace di gestire così tanto lavoro fisico, così tanti chilometri. 60/70 chilometri a settimana e chiudere mesi oltre 300 km… fantastico!!!

Umberto si rende disponibile per tirarmi a Vittuone per fare il mio nuovo personale.

La giornata è fredda, Vittuone è una delle prime gare dell’anno, siamo a febbraio ma la giornata è secca e soleggiata. Occasione in cui riesco anche ad incontrare Linus

Con tutti i Rimba si parte questa volte addirittura dopo l’ambulanza, siamo in coda a tutti. Siamo Rimba

Mi ricordo la concentrazione la calma e l’attenzione che Umberto mette nelle sue gara, Le curve si tagliano, le energie non si sprecano, i primi ristori si saltano. Al ventesimo volevo volare all’arrivo e lui …no cazzo… potresti mollare proprio adesso e rovinare tutto quindi stai calmo.

1.47,30… Obiettivo centrato in pieno

Adesso ci aspetta Milano Marathon 2016

Gli allenamenti ci sono tutti, uso la StraMilano, due settimane prima della Maratona per il mio lungo, 36 km.

Ed eccoci nuovamente in griglia in Porta Venezia.

Dall’anno scorso sono cambiate molte cose. Questa è la mia terza Maratona, ho nelle gambe e nella testa una chiara strategia. Ho un allenamento preciso, dovrei essere, tutto sommato, in linea per fare una buona prestazione.

Solo una discussione avuta con Fusari qualche giorno prima mi infastidisce, ma non voglio rovinare tutto per quello.

Ci sono tutti i Rimba, Gianni e Paolo alla loro prima Maratona, Umberto alla ricerca del suo personale come Stefano Ivo e appunto Massimo Fusari. C’è anche il Rulo con sua mamma.

Si parte ed io in programma ho i primi 10 km ad un ritmo intorno ai 5.50/6.00 al km. Al quinto chilometro mi chiedo se io stessi correndo, non mi sembrava nemmeno di muovermi.

Sono da solo e concentratissimo, ho simulato da tempo anche l’alimentazione nella corsa e tutto sembra procede al meglio. Mi godo il paesaggio e tutto ciò che mi circonda.

Al 18 km zona City Life vecchia fiera non sento minimamente alcuna fatica, tutto è ok.

Arrivo al 30 km e l’errore che stò commettendo, senza saperlo, è un andatura un pochino troppo veloce, sono a 5,30 ma sto bene, riesco a controllare il fiato sono con i palloncini delle 4 ore, tutto ok.

Poi al 36, zona Sempione, appena dopo una curva, mi sembra di riconoscere davanti a me Umberto… Cazzo… è proprio lui e capisco subito che qualcosa non và.

Lo affianco e lo vedo incazzato nero… io arranco, faccio fatica ma cerco di non pensarci di non farmi distrarre e di andare avanti, ma nulla… sono alla fine anche io.

Lui riprende e mi supera, qualche accenno, basta un’occhiata e capisci che l’umore non è proprio quello giusto.

Gli dico, vai pure… io recupero con un po’ con camminata veloce e arrivo…

Riprendo anche io e lo raggiungo nuovamente. Nulla Umbe, lo guardo e gli dico “andiamo insieme”. Lui tra una Madonna e l’altra continua a lamentarsi del problema interno coscia.

Si era preparato tanto e bene ed arrivare ad avere fastidi in gara è la cosa più  brutta che ci possa capitare.

Ricordo questo particolare… Tutte le persone che ci incitavano a continuare o a riprendere la corsa, ormai eravamo al quarantesimo, lui quasi si ferma a spiegare ad ognuno di loro cosa non andasse bene.

Chiudo insieme ad un Umberto Incazzatissimo la mia terza Maratona in 4 ore e 4  minuti… Appena arrivati becchiamo Stefano e Gianni e il Rulo arrivati qualche minuto prima…

Dico subito a Stefano, Ho migliorato di 44 minuti il tempo dell’anno prima… Sono intorno alle 4 ore, se avessi gestito meglio quei km a 5,30, molto probabilmente riuscivo a stare nelle 4 ore, ma come si suol dire… va benissimo così.

Incontro Ignazio qualche metro più in là una persona fantastica. Per la prima volta riesco a scambiare due chiacchere dal vivo con lui.

Sono felicissimo di quello che sono riuscito a fare. Stare intorno alle 4 ore è veramente un risultato soddisfacente.

Tornando ad oggi … nel momento forse più difficile a causa dei molteplici infortuni mi sembra di non essere stato capace di fare certe cose. Ho imparato però che con la calma, la costanza è possibile riprendere riallenare corpo e anima e cercare tempi che magari non penseresti mai di fare.

Il mese successivo Maggio 2016 a Piacenza successe proprio questo. Sono da solo, Piacenza è una città che mi è sempre piaciuta, anche quando ci venivo tempo prima per lavoro.

Non eravamo in tanti, giornata fantastica di Maggio, si parte a bomba, davanti con i top, qui è permesso.

I primi 5 km media 4,50. Appena chiuso il primo giro del centro volevo rallentare molto perché altrimenti non sarei riuscito a chiudere la gara.

Ecco che un km di bambini si, avete capito bene, un km di bambini in fila e allineati delle scuole sono lì ad incitarti a darti il 5 e a saltare, mai visto una cosa del genere. Emozione pura, da pelle d’oca.

Anche in questa occasione l’alimentazione è perfetta, riesco a stare fino al 15 km intorno ad una media 5. Non pensavo minimamente al tempo, mi fermo un instante proprio al ristoro per fiatare un attimo inizia a fare caldo e ho quasi finto le energie.

Non sò cosa sia successo, riesco a raggiungere i palloncini del 1,45 e cercando di non pensarci, cerco distrazione in un signore con la maglia di Cinisello Balsamo chiedendogli dove si allenava. Arrivo al 19 e siamo tornati in città. Ci siamo dai, 2 km è porti a casa anche questa mezza.

Al ventesimo uno dei peacer ad alta voce dice “Bene ragazzi” eravamo un bel gruppo, “adesso chi ne ha, vada, allunghi e chiuda davanti a noi”

Approfitto anche dell’ultimo ristoro, che salto in pieno per prendere un leggero vantaggio, e l’ultimo chilometro l’ho faccio con le ali nei piedi. Mi sembrava di non toccare nemmeno l’asfalto.

Inizio a superare un sacco di gente, quell’ultimo chilometro tirato l’ho fatto con il cuore, la strada nel centro, tanta gente ai lati a gustarsi lo spettacolo ed io… dritto al mio personale

1.44,30 UNA GIOIA INFINITA

Questa sarà una delle ultime soddisfazioni “cronometriche” che riuscirò a portare a casa questo anno.

Le vacanze estive e un nuovo obiettivo. Primi di ottobre Torino 2016.