Verona 2015, La mia 2ª maratona – by Andre

Dopo aver affrontato Milano i primi di Aprile 2015, e comunque chiusa in un tempo del tutto onorevole, decido di partire con allenamenti più approfonditi e mirati.
Su consiglio di Donata Casiraghi, entra a far parte dei miei allenamenti Running Zen,
Coach Ignazio Antonacci.

La mia vita da atleta amatoriale cambia radicalmente, gli allenamenti sono tre a settimana con programmi ben bilanciati tra lunghi, variazioni e progressivi.
Inizio ad IMPARARE a correre, a recuperare SIA NEL RIPOSO CHE NELLA CORSA, al modo di pensare, pensare nel modo corretto e ad abituare sempre di più il mio corpo, la mia mente a certe fatiche.
Coinvolgere un esperto, un preparatore del suo livello serve, serve tantissimo. Non solo fisicamente ma soprattutto mentalmente.
Ignazio si è dimostrato più volte una persona comprensiva, un amico che conosce la materia e come risponde un fisico allenato piuttosto che uno non allenato. Mi insegna ad avere pazienza e a restare calmo nei momenti più complicati.
Decido che Novembre potrebbe essere un test per verificare se gli allenamenti danno il suo effetto o meno, e che la maratona di Verona potrebbe essere la gara giusta.
Quindi parte tutta l’organizzazione con la mia famiglia per un week end a Verona.
Per la preparazione, su consiglio di Ignazio, decido di inserire una 33 km nella Maratona d’Italia, si parte da Maranello e si arriva a Carpi, per i 42 km, per la mia preparazione affronto una distanza inferiore e mi fermo a Soliera.
Questo lungo diventa per me fondamentale dedicarlo ad una bambina che ho nel cuore e mai conosciuta. Si chiama Alice Argentini.

Ho seguito la sua storia insieme a Katia e grazie alla condivisione della sua mamma che ci aggiornava su un sito abbiamo sofferto con loro e pregato per loro. Certo non possiamo minimamente immaginare, o forse si, una cosa di questo tipo come possa devastarti CUORE ANIMA e CERVELLO…
Solo in seguito collego che Argentini è una famiglia di Firenze e che ho conosciuto (guarda il caso) molto tempo prima quando da piccolo le nostre famiglie facevano campeggio sul fiume Magra tra la Liguria e la Toscana, al Camping River.
Questa bimba, strappata da questa vita troppo velocemente, e come siamo fortunati ad avere quella cosa che si chiama salute. Ti accorgi del coraggio dei suoi genitori e ti scervelli per capire come siano riusciti ad affrontare questa difficoltà. Ti immedesimi e provi ad indossare solo per un instante quei panni facendoti quella domanda: Ma tu come avresti gestito una cosa simile!!! Mi vengono i brividi, mi si gela il sangue. Ho pianto molto per lei nel silenzio delle mie serate, nelle mie corse nelle mie preghiere.
Ammiro Susanna e Duccio per come sono stati capace di gestire questa cose. Persone come loro dovrebbero avere un bonus con la vita. Non è giusto affrontare certe sofferenze.
Eppure quotidianamente di cose brutte come quella di Alice ce ne sono tantissime.
Ma torniamo all’organizzazione e alla preparazione della Maratona di Verona.
Trovo un Albergo proprio accanto all’Arena dove era prevista la partenza e l’arrivo in modo che Katia e Morgan potessero gestire al meglio le loro necessità, ed io impegnato a fare la mia gara.
Tutto sommato la gara scorre bene, a parte la partenza. Ci fanno partire dietro a chi camminava… vai a capire come ci hanno ingabbiato e i primi 5 km sono dedicati a zizzagare tre le persone che di correre non avevano la minima intenzione.
Ricordo di aver tenuto un ritmo tranquillo e costante fino al 35/36 km forse troppo tranquillo e a quel punto era troppo tardi per puntare ad un risultato migliore, anzi, mollai con la testa e mi accontentai di un 4 ore e 31 minuti circa che tutto sommato era il mio nuovo personale ma non del tutto sufficiente al risultato che volevo.

Katia e Morgan ancora oggi mi ringraziano dello splendido week end passato a Verona.
Io torno a casa da quel week end con una convinzione in più…
Caro Ignazio, voglio di più, il mio 2016 sarà un anno pieno di km.
Voglio migliorare ancora. E infatti il 2016 sarà un anno pieno di km e di soddisfazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *