Maratona di Roma 2017 – by Paul

02/04/2017

In un clima festoso e caotico, procediamo verso la griglia di partenza incanalati fra migliaia di persone. Sfiliamo accanto al maestoso Colosseo con riverenza e rispetto. Ci siamo!…il saluto d’incoraggiamento “Rimba” e lo sparo da il via alla Gara. Cinque minuti e 28 secondi dopo, passiamo, finalmente, sotto il via. Trilli di orologi, azionati dai Runners, segnalano che quello è l’inizio di questa nuova avventura sportiva.

Gocce di pioggia, con tempismo assoluto, ci scortano fin dai primi passi. Scalpiccio di migliaia di passi che impattano parte dei 6 chilometri di San Pietrini, ci conducono al Circo Massimo, dove il Signore dei Runners, con un unico e fragoroso tuono, manda il suo saluto ed il suo augurio di buona gara. Il popolo in corsa é tutt’uno come l’urlo di risposta che si leva verso il cielo.

Non vi è momento in cui il circuito non sia permeato di storia. Volti nuovi sfilano via via che il tempo scorre. L’incitazione reciproca, lo scambiarsi consigli, impressioni. Riconoscere o essere riconosciuti da qualcuno. La fatica che aumenta e si fa crampi. La Pioggia che scroscia copiosa ormai da tempo, si mischia alle mie lacrime di fatica e dolore. Il pensare diventa parola: <non mollare Paolo!…mancano soltanto due giri del paese…> dice a me stesso la mia voce alta. Al 37° le mie gambe smettono di correre ed inizia la mia testa, sospinta dai più che mi si affiancano incitandomi e dalla gente che per tutto il circuito e sotto la pioggia ha nutrito la nostra voglia di arrivare.

Avrei voluto metterci meno tempo della mia prima di Milano di un anno fa, ma non avevo fatto i conti coi continui sali e scendi di questa magnifica città. Con la pioggia e i san pietrini. Con la salita dei “Parioli”. Al quarantesimo decido di fermarmi all’ ultimo ristoro, strecciare un po’ i muscoli, e prendermela con calma, perché essere oggi qui è già una festa; la torta è arrivare.

Riprendo convinto che i 5 chilometri di crampi, nonostante la determinazione a non fermarmi, mi abbiano portato oltre il tempo ottenuto a Milano (4.20.17), ed arrivo finalmente a scorgere il tabellone del Finish coi suoi tre quadranti luminosi che scandiscono il tempo trascorso. Mancano soltanto 300 metri. Supero lentamente una donna che mi esorta ad incitarla: <tirame!> mi dice in romanesco. <Non mollare!…dai  dai!> la sprono e poi guardo il mio crono. Stupore…<forse faccio il mio PB> urlo alla donna. Un Runner mi sente e mi dice <segumi!!>,  ed io do fondo alle ultime energie prese non si sa da dove. 100 metri e lui mi incita. Piango e corro insieme a lui.

Traguardo. Nove secondi sotto Milano. E’ PB, la ciliegina inaspettata e finalmente posso piangere da fermo abbracciato allo sconosciuto Runner che, ultimo dei tanti, mi ha accompagnato alle lacrime di gioia.

Ritiro la medaglia e mi avvio all’uscita dove ad aspettarmi (come sempre), trovo  i Fratelli RIMBARUNNER che sono arrivati prima. Infreddoliti e bagnati fradici dall’ acqua scrosciante, mi saluta e festeggiano con me il mio nuovo piccolo, ma grandissimo PB.

Il nostro pensiero, ora, va ai RIMBA impegnati nella Maratona di Milano, perché…

Dove c’è uno di noi, ci siamo sempre tutti

Impegno e fatica sono uguali per tutti, dai più veloci ai più lenti, così come la gioia di arrivare al traguardo e innamorarsi un’altra volta, ancora, della vita.

Paul

5 risposte a “Maratona di Roma 2017 – by Paul”

  1. Grande Paolo… analisi perfetta di una magnifica ed entusiasmante MARATONA… corri e corriamo per dar sfogo alle nostre emozioni… ma a volte sono talmente forti che il cuore sembra uscire dal petto… Immenso immenso Paul , ottavo re de Roma…. Rimbarunner Forever

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